| Posizione | Causa e soluzione |
| Ipotesi di normalità rifiutata | Passare al test non parametrico della stessa famiglia, oppure risolvere la causa (valore anomalo, trasformazione). |
| Ipotesi di varianza uguale respinta | Scegliere il test che non lo richiede, oppure tenerne conto nell’interpretazione. |
| Rilevati valori anomali | Comprendere il fenomeno prima di intervenire. Rimuoverli solo se la causa è stata individuata e non è legata al processo. |
| «Per questo test non c'è alcuna ipotesi da verificare» | È normale in un test non parametrico. |
| Risultato non significativo, mentre la differenza sembra netta | Verificare l'abbinamento e la dimensione del campione. Se si intende concludere che la differenza è trascurabile, passare all'obiettivo «Dimostrare l'equivalenza»: il link proposto sotto la scheda dei risultati rimanda direttamente a tale obiettivo. |
| «Aggiungi un nuovo campione per eseguire il test del Chi²» | Il test richiede almeno due campioni. |
| «Non ci sono stati abbastanza montaggi/smontaggi per calcolare i limiti» | Ripetere i cicli di montaggio/smontaggio. |
| ANOVA significativa senza sapere quali gruppi differiscono | Utilizzare la conclusione a coppie. |
| δ deve essere rigorosamente positivo | Il campo è vuoto o contiene un valore negativo. Non viene avviato alcun calcolo finché non viene corretto. |
| »Varianza nulla" in termini di equivalenza | Tutti i valori sono identici: non è possibile calcolare alcun test; la conclusione si ricava esclusivamente dallo scostamento osservato. Da interpretare con cautela. |
| δ supera di gran lunga la dispersione osservata | Il limite è talmente ampio che il test concluderà che vi è equivalenza in ogni caso. Verificarne la pertinenza dal punto di vista aziendale. |
| Il selettore dell'obiettivo è scomparso | L'equivalenza viene verificata tra due al massimo un campione, oppure uno contro un bersaglio. Oltre questo limite, l’opzione non è disponibile. |
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